Il fideiussore è una figura poco conosciuta al di fuori dei contesti finanziari e legali, ma svolge un ruolo cruciale in molti accordi di prestito. Quando una persona o un’azienda prende un prestito, la banca o l’istituto di credito potrebbe richiedere una garanzia supplementare prima di erogare il denaro. Qui entra in gioco il fideiussore, ovvero colui che si impegna a pagare il debito nel caso in cui il debitore principale non sia più in grado di farlo.

Immaginiamo che Marco voglia aprire un ristorante ma non abbia abbastanza garanzie da offrire alla banca per ottenere il prestito necessario. La banca potrebbe allora chiedere a una terza persona, ad esempio la sorella di Marco, di diventare fideiussore. Se Marco non riuscisse a pagare il prestito, la responsabilità del pagamento ricadrebbe sulla sorella.

Il Sovraindebitamento e il Fideiussore

Il sovraindebitamento si verifica quando una persona o un’entità non è più in grado di soddisfare le proprie obbligazioni finanziarie con le risorse economiche a disposizione. È una situazione stressante e complicata, tanto per il debitore principale quanto per il fideiussore. Ma cosa succede al fideiussore in questi casi? Ha diritto a delle protezioni simili a quelle del debitore principale?

La buona notizia è che la legge italiana prevede meccanismi di tutela anche per i fideiussori attraverso le procedure di sovraindebitamento. Queste procedure sono strumenti legali che permettono a chi si trova in uno stato di insolvenza non fallimentare di ristrutturare i propri debiti.

Le Opzioni per il Fideiussore

  1. Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore: Se un fideiussore si trova in uno stato di sovraindebitamento, può accedere a un “Piano del Consumatore”. Questo piano permette di ristrutturare i debiti e propone un metodo di pagamento sostenibile basato sulle capacità economiche del fideiussore. Ad esempio, se la sorella di Marco si trova in difficoltà finanziarie a causa del debito garantito, potrebbe proporre un piano che prevede rate mensili più piccole o un allungamento dei tempi di pagamento.
  2. Liquidazione Controllata: Un’altra opzione è la liquidazione del patrimonio. Se il fideiussore decide che non è in grado di gestire il debito attraverso un piano di ristrutturazione, può optare per liquidare i propri beni per pagare i creditori. Questa opzione è drastica e comporta la vendita di beni personali, ma può rappresentare una via d’uscita quando le altre vie non sono praticabili.
  3. C’è una terza strada da considerare quando si riveste la figura di fideiussori. Potrebbe capitare, ad esempio, che il fideiussiore presti la garanza ad una società di cui è socio. In questi casi i Tribunali chiedono di conoscere quale sia la percentuale di quota posseduta perchè se si tratta di una quota oltre una certa soglia allora il fideiussore non è più considerato un consumatore bensì un imprenditore. Questo non è un aspetto di poco conto. Da imprenditore, infatti, il fideiussore non potrà accedere al piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore bensì al concordato minore; di conseguenza solo con il voto della maggioranza dei creditori potrà ottenere l’omologazione della sua proposta a differenza di quanto avviene per il consumatore che non necessita del voto favorevole dei creditori.

Cosa puoi fare

Essere fideiussore comporta una grande responsabilità e potenziali rischi finanziari. Nel contesto del sovraindebitamento, tuttavia, esistono delle procedure legali che possono aiutare a gestire meglio la situazione. Anche il fideiussore ha delle opzioni per cercare di risolvere una situazione altrimenti difficile. Queste misure legali offerte dal Codice della Crisi di Impresa e dell’insolvenza danno una speranza e una possibile soluzione per ridare equilibrio alla vita finanziaria di chi si trova ad affrontare grandi sfide economiche.

Verifica oggi stesso se sei nella situazione di poter risolvere il tuo sovraindebitamento in modo legale: Verifica ora

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *